"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

13 mar 2016

XXV ANNIVERSARIO DEL DEATH: BOLT THROWER "WAR MASTER"


CLASSIFICA DEI DIECI MIGLIORI ALBUM DEATH METAL USCITI NEL 1991
9° CLASSIFICATO: "WAR MASTER" (BOLT THROWER)

Coventry, città al centro dell'Inghilterra, è il punto di partenza della nostra storia e anche la patria dei Bolt Thrower e di Lady Godiva. Secondo la leggenda, la nobildonna cavalcò nuda per le vie di Coventry per ottenere la soppressione di un tributo imposto da suo marito ai sudditi. Caso vuole che anche Jo Bench, bassista dei Bolt Thrower, sia una donna coraggiosa, ma non perché cavalca nuda in città quanto perché suona death metal al fianco di questi loschi figuri che venticinque anni fa ci regalavano una pietra miliare del genere estremo. 


Gli incontri nella vita fanno la differenza, sono punti di svolta di un percorso esistenziale e nel mondo dei Bolt Thrower ce ne sono due importanti: il primo è con la casa discografica Earache. Etichetta chiave del genere che, sin dai primi dischi, apprezza i lavori dei nostri ragazzi e li tira fuori dalle umide cantine di Coventry.
Il secondo è con la Games Workshop, azienda produttrice di soldatini, che propone loro una collaborazione per alcune copertine. Posso capire la Earache, ma che necessità aveva la Games Workshop di contattare i Bolt Thrower? Erano forse segretamente innamorati di Lady Godiva-Jo Bench?

Immagino la scena del boss dei soldatini nel suo studio, mentre riflette con i colleghi davanti a un gigante Risiko:
-"Abbiamo migliaia di bozze, fumetti, miniature, ma come valorizzare questo enorme lavoro?"
-"Capo, potremmo fare pubblicità su riviste specializzate o andare in TV..."
-"No, no, no... Mi servirebbe un testimonial guerrafondaio... Chi potrebbe essere?"
-"Proviamo a contattare l'amministrazione Bush, sembra che non vogliano mollare la presa con Saddam in Iraq..."
-"Ho trovato! Ma che Bush e Saddam, noi ci affideremo alle copertine dei Bolt Thrower e i nostri disegni entreranno nelle case dei disadattati di tutta Europa! Disgraziati che ascoltano death metal e - abbassando sensibilmente il tono di voce - forse un giorno ci sposeremo mia amata Jo e domineremo insieme il mondo".

Fantasia o lucida follia, è evidente che mi sta sfuggendo qualcosa di questo gruppo...

La musica dei Bolt Thrower sembra iniziare sempre da lontano, ma è un lontano metaforico.
Non intendo che il loro death parte dalle radici, ma le loro canzoni quando iniziano sembrano partire da lontano, in altre parole, sembrano essere già iniziate da qualche minuto, ma che le registrano in momenti casuali. Come se i Bolt Thrower suonassero per un pomeriggio in studio la stessa canzone, per ore e ore, mentre il manager della Earache avvia ad intervalli regolari il registratore spezzettando di 4 minuti in 4 minuti i componimenti.
Partono da lontano perché in realtà è uno stream of consciousness dei ragazzi di Coventry ed è il loro limite, ma anche la loro forza. Pur mantenendo ferme le influenze di Morbid Angel ed Obituary, pochi gruppi come i Bolt Thrower hanno un trademark così preciso nel panorama death metal del 1991.

Ricordate anni fa il programma Sarabanda dove, in un tempo limitato, i concorrenti dovevano riconoscere le canzoni? Pensate ad una versione metal e mettete i più grandi intenditori di fronte alla discografia dei Bolt Thrower, pensate alla semplicità con cui potrebbero riconoscere che si tratta di questo gruppo, ma sfido chiunque a scindere una canzone di un album dall'altro. Propongo a Italia 1 un remake in terza serata: Sarabanda: A night with Bolt Thrower e vediamo chi ha il coraggio di partecipare!

Una parentesi poi sulla gestione dei momenti rallentati: sono anch'essi un marchio di fabbrica e forse anche più delle classiche cavalcate, perché ci fanno immaginare il territorio di guerra, la pioggia con i soldati, ma anche un collettivo headbanging. È proprio in questi precisi momenti che rischi di perdere la testa per loro, in questi istanti pensi che vorresti tutta la loro discografia, solo per coerenza, solo per unità di intenti tra immagine e musica, solo per potenza evocativa.
Poi un brivido ti percorre la schiena e sai bene che, grazie a Dio proprio nell'anno d'oro del 1991, hanno composto questo capolavoro del death europeo e ciò ci basta, con enorme affetto e stima, ma ci basta.

Bolt Thrower sono così, con la loro unica traccia lunga una carriera e suddivisa solo per aiutare noi poveri mortali che giochiamo con i soldatini, per noi che abbiamo bisogno di canzoni, per noi che ci innamoriamo di Lady Godiva (e non ancora di Jo Bench).

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