"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

02 lug 2015

RECENSIONE DIMMU BORGIR "IN SORTE DIABOLI"


Nel 2007 il Black metal sinfonico dei Dimmu Borgir è paragonabile alla Famiglia Addams, cioè lo Zio Fester, Mortisia o il cugino Itt non hanno niente di inquietante, ma sono solo un fenomeno di costume da annoverare tra le tendenze del momento. In questo contesto esce "In Sorte Diaboli" un disco che mi ha aiutato in alcuni momenti difficili, un album non proprio ispirato per Shagrath e compagni, ma soprattutto un'opera che odora di plastica... bruciata!

Le tempeste che hanno attraversato il Black Metal dalle origini ad oggi hanno incendiato chiese, portato persone in galera ma anche creato un alone dark-erotico su alcuni personaggi della scena. Uno di questi è il vocalist Shagrath che, oltre ad essere sposato con l'attrice Christina Fulton (ex di Nicholas Cage), ha sempre cercato il connubio erotico nel Black come il suo rivale Dani Filth. 
Laddove però i Cradle Of Filth fanno del sesso vampiresco un punto della loro poetica, i norvegesi restano norvegesi e mantengono sempre una certa influenza nordica.

Influenza nordica ricoperta di una patina di plastica non sempre al servizio delle canzoni proposte e, per onestà intellettuale, questo disco non si annovera né tra i più originali né tra i più riusciti del gruppo. 
Le premesse di un concept sul satanismo in chiave medievale, una rassicurante presenza di Hellhammer alla batteria e la partenza con "The Serpentine Offering" non lasciavano presagire brutte cose. Colpiscono i suoni precisi, la bella produzione e le discrete intuizioni, anche se qualcosa cambia a livello stilistico. C'è qualche passaggio thrash-black di troppo, la componente sinfonica non è più parte integrante del sound come in passato, si semplifica la struttura e gli interventi di voce pulita di Vortex sono quasi tutti uguali e prevedibili.
Insomma per dirla con una equazione trasversale nei generi: i Dimmu Borgir stanno al Symphonic Black Metal come i Rhapsody stanno al Symphonic Power Metal. 

I Dimmu Borgir sono sempre stati sul filo tra anonimato tamarro e capolavoro, so che può apparire paradossale ma è talmente sottile il ciglio del burrone che alternano dischi banali a ottime composizioni. In questo disco c'è un misto di influenze che ricordano gli ultimi periodi di: Satyricon, Immortal o Arcturus, prendendo il rallentamento malvagio dei primi da "Rebel Extravaganza", l'andamento thrash di Abbath e alcuni momenti sinfonici vicini ai lavori di Sverd come in "The Unvaluable Darkness"

Da sottolineare inoltre il packaging del disco: come si fa a non incazzarsi quando i testi sono scritti al contrario e leggibili solo con uno specchio che peraltro ti forniscono insieme al cd? Alla mia età posso ascoltare Black Metal con uno specchietto in mano?
Shagrath non ha mai brillato per buon gusto, passando dalle canotte nere a retino, registrando video musicali vergognosi o allestimenti scenici imbarazzanti, ma cazzo uno specchietto è troppo...

Voglio spendere però una menzione speciale per la batteria di Hellhammer: il suo lavoro da solo vale l'acquisto del disco per precisione, efficacia, cura e potenza nel suono, ma si inserisce in un contesto poco ispirato. La sua prova di qualità non nasconde i difetti del disco che alterna ritmi cadenzati a sfuriate fini a se stesse, anche se le canzoni poco incisive superano le emozioni. 

Se volete il miglior album della loro discografia andate altrove ("Stormblast" o "Enthrone Darkness Triumphant" per esempio), ma questo ha la dote di farsi piacevolmente ascoltare e a me ha aiutato a superare momenti difficili con la sua impeccabile e rassicurante banalità. 
Si abbassa l'ispirazione rispetto al passato e anche le parti sinfoniche sono meno varie del solito, ma è un momento di appannamento che comprendo vedendo le foto della moglie di Shagrath su internet... Chiaro che se vivi con Christina Fulton e il suo corpo rifatto non puoi fare un disco genuino, il Black di plastica rimane comunque godibile anche se quando baci labbra rifatte resta sempre l'amaro in bocca.

Voto: 7

Canzone top: "The Serpentine Offering"
Canzone flop: "The Fundamental Aliention"
Momento top: il ritornello di "The Sacrilegious Scorn"
Dati: 10 canzoni, 49 minuti
Etichetta: Nuclear Blast